Roma

Colosseo di Roma: storia e visita all’anfiteatro

Piazza del Colosseo, 1, 00184 Roma RM, Italia

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Il Colosseo di Roma, denominato in origine Anfiteatro Flavio, è uno dei monumenti più rappresentativi dell’antichità romana e uno dei simboli più riconoscibili della capitale. Situato nel cuore archeologico della città, questo imponente edificio destinato agli spettacoli pubblici offre ai visitatori una straordinaria testimonianza della società, della politica e della cultura della Roma imperiale. Visitare il Colosseo significa attraversare gli stessi corridoi percorsi un tempo da decine di migliaia di spettatori ed esplorare un luogo che ha esercitato una profonda influenza sulla storia dell’architettura e dell’ingegneria europea.

Storia e costruzione dell’Anfiteatro Flavio

La costruzione del Colosseo di Roma ebbe inizio nei primi anni del regno dell’imperatore Vespasiano, fondatore della dinastia flavia, probabilmente intorno al 70-72 d.C. Il sito prescelto era stato precedentemente occupato dal lago artificiale appartenente al vasto complesso della Domus Aurea di Nerone. La scelta è generalmente interpretata come un forte gesto politico, attraverso il quale la nuova dinastia restituiva all’uso pubblico una parte degli spazi che Nerone aveva inglobato nella propria residenza privata.

Secondo l’interpretazione di una celebre iscrizione rinvenuta nell’area, almeno parte dei lavori sarebbe stata finanziata con il bottino della guerra giudaica conclusasi con la conquista di Gerusalemme. L’edificio fu inaugurato nell’80 d.C. dall’imperatore Tito con giochi celebrati nell’arco di cento giorni. Successivamente, durante il regno del fratello Domiziano, furono completati e trasformati diversi settori dell’anfiteatro, compreso il complesso sistema sotterraneo destinato alla preparazione degli spettacoli.

L’architettura e l’ingegneria del Colosseo

L’Anfiteatro Flavio rappresenta uno dei maggiori esempi dell’ingegneria e dell’architettura romana. A differenza di molti teatri antichi, che sfruttavano almeno in parte la pendenza naturale del terreno, il Colosseo fu concepito come una struttura sostanzialmente autonoma, sostenuta da un articolato sistema di fondazioni, murature, pilastri e volte.

Per la sua costruzione furono impiegati soprattutto travertino, tufo, laterizio e calcestruzzo romano. L’edificio presenta una pianta ellittica e raggiungeva un’altezza di circa 48,5 metri, sviluppandosi attraverso una complessa successione di livelli destinati alla circolazione degli spettatori, alla distribuzione dei posti e al funzionamento degli apparati scenici.

La facciata esterna

L’esterno del monumento si articola in quattro ordini architettonici sovrapposti. I primi tre sono costituiti da una sequenza di ottanta arcate, inquadrate da semicolonne che seguono una precisa successione stilistica dal basso verso l’alto: ordine tuscanico al primo livello, ionico al secondo e corinzio al terzo. L’ultimo livello, o attico, è formato da una parete continua scandita da paraste corinzie e aperture rettangolari.

Sulla sommità dell’attico erano collocate le mensole e gli elementi destinati a sostenere i pali del velarium, un ampio sistema di teli utilizzato soprattutto per riparare parte degli spettatori dal sole e, entro certi limiti, dagli agenti atmosferici. La manovra delle vele era affidata a marinai specializzati, tradizionalmente collegati alla flotta imperiale di Miseno.

La cavea e i posti a sedere

L’interno dell’anfiteatro, organizzato nella cosiddetta cavea, era suddiviso in settori rigidamente distinti in base al rango e alla condizione sociale degli spettatori, riflettendo le gerarchie della società romana. I posti più vicini all’arena, in parte rivestiti di marmo, erano riservati ai senatori e alle autorità. Salendo si trovavano i settori destinati ai cavalieri, agli altri cittadini e ai gruppi sociali meno abbienti, mentre le fasce più alte ospitavano posti più semplici, in alcuni casi realizzati con strutture lignee.

La capacità effettiva dell’edificio è ancora oggetto di studio, ma le ricostruzioni più prudenti indicano che il Colosseo potesse accogliere oltre 50.000 spettatori. L’accesso e il deflusso erano facilitati da un articolato sistema di corridoi, scale, rampe e passaggi radiali, comunemente indicati con il termine latino vomitoria, che permetteva di distribuire un numero molto elevato di persone nei diversi settori della cavea.

Cosa vedere durante la visita

Visitare il Colosseo di Roma permette di esplorare diversi livelli della struttura e di comprendere la complessità logistica della macchina dello spettacolo romano. I percorsi disponibili possono cambiare in base alla tipologia di biglietto, alle esigenze conservative e alle modalità di accesso stabilite dall’ente gestore.

L’arena e i sotterranei (Ipogeo)

L’arena vera e propria, il grande spazio ovale nel quale si svolgevano i combattimenti tra gladiatori, detti munera, e le cacce agli animali selvatici, note come venationes, era costituita da un tavolato ligneo ricoperto di sabbia, dalla quale deriva il termine latino harena.

Sotto il piano dell’arena si sviluppava l’ipogeo, formato da una fitta rete di gallerie, ambienti di servizio e corridoi destinati a ospitare uomini, animali, attrezzature e apparati scenici. Al momento dell’inaugurazione esistevano probabilmente strutture sotterranee in parte lignee, mentre sotto Domiziano il sistema fu organizzato mediante murature permanenti.

Montacarichi, rampe, botole, argani e meccanismi di sollevamento consentivano di trasportare animali e protagonisti degli spettacoli fino al piano dell’arena, creando apparizioni improvvise e cambi di scena. Oggi una porzione moderna del piano dell’arena permette di percepire la quota e l’estensione dell’antico spazio scenico, mentre dall’alto è possibile osservare l’intricato sistema delle strutture sotterranee superstiti.

colosseo sotterranei

I camminamenti espositivi e gli affacci

Nei camminamenti interni sono ospitati percorsi espositivi, pannelli e materiali dedicati alla lunga storia dell’edificio, dalle origini imperiali alle trasformazioni subite nei secoli successivi. Dopo la fine degli spettacoli antichi, il Colosseo fu interessato da occupazioni, riusi, crolli, interventi di fortificazione e sistematiche asportazioni di materiali destinati al reimpiego.

Nel corso dell’età moderna il monumento assunse anche un crescente valore religioso, fino a essere riconosciuto come uno dei principali luoghi simbolici della cristianità romana. Percorrendo i corridoi e i livelli accessibili, i visitatori possono osservare da vicino le tecniche costruttive dell’anfiteatro e godere di ampie vedute sull’Arco di Costantino, sul Palatino e sul paesaggio archeologico circostante.

Informazioni pratiche per pianificare la visita

L’ingresso al monumento è regolato dall’ente gestore e le modalità di fruizione possono variare in base al periodo dell’anno, alle esigenze conservative, agli interventi di manutenzione e alla tipologia di percorso scelto. Le principali formule di visita comprendono generalmente l’accesso al Colosseo e all’area archeologica del Foro Romano e del Palatino, mentre settori speciali come l’arena, i sotterranei, l’attico o altri itinerari possono richiedere biglietti dedicati.

L’accesso al Colosseo avviene normalmente secondo una fascia oraria prenotata. Giorni di apertura, orari stagionali, tariffe, gratuità, durata dei titoli di ingresso, settori inclusi e modalità di prenotazione possono cambiare e devono essere verificati con anticipo consultando il sito ufficiale del Parco archeologico del Colosseo.

Si raccomanda di indossare abbigliamento comodo e calzature adatte a camminare su pavimentazioni antiche, gradini e superfici irregolari, soprattutto se si intende proseguire la visita nel Foro Romano e sul colle Palatino.

L’importanza di una Guida Turistica Autorizzata

La densità storica, la ricchezza stratigrafica e la complessità architettonica dell’Anfiteatro Flavio rendono la visita particolarmente interessante se accompagnata da una narrazione esperta e accurata. Scegliere di farsi affiancare da una Guida Turistica Autorizzata offre strumenti utili per interpretare le rovine, riconoscere le diverse fasi costruttive e comprendere dettagli non sempre immediatamente leggibili.

Un professionista abilitato può illustrare le dinamiche della società romana, chiarire il funzionamento degli spettacoli, distinguere le informazioni documentate dalle ricostruzioni più popolari e raccontare le trasformazioni subite dal monumento nel corso dei secoli. Affidarsi a una guida competente può quindi arricchire l’esperienza culturale, trasformando la visita a un monumento millenario in un percorso più consapevole attraverso uno dei luoghi più celebri della storia di Roma.