Firenze

Congetture su La Gioconda

di Maurizio Bellini

Giuliano De Medici Duca di Nemours e La Gioconda

giuliano de medici
Giuliano di Lorenzo de’ Medici- Firenze 12 marzo 1479 – Firenze 17 marzo 1516 Opera di Raffaello

Giuliano di Lorenzo de’ Medici è il settimo ed ultimo figlio di Lorenzo de’ Medici e di Clarice Orsini, fu duca di Nemours dal 1515, signore di Firenze dal 1513 e capitano generale della Chiesa dal 29 giugno 1515 alla morte.

È stato un grande mecenate, durante il suo esilio con la seconda cacciata de’ Medici crea una corte intorno a se di artisti e letterati, talora assai giovani o di modesto valore e talora di notevole grandezza, come l’architetto fra Giovanni Giocondo e il geniale Leonardo da Vinci, che preparò un progetto di regolamentazione idrica delle paludi Pontine. Frequentò illustri artisti, letterati e cortigiani, da Ludovico Ariosto e Raffaello Sanzio a Ottaviano Fregoso, da Ludovico di Canossa a Bernardo Dovizi da Bibbiena, fino a Baldassarre Castiglione. Pietro Bembo, nelle Prose della lingua volgare gli attribuisce il ruolo di paladino del modello del «buon parlare» fiorentino.

La sua tomba fu commissionata a Michelangelo per la Sagrestia Nuova della basilica di San Lorenzo a Firenze, con le allegorie del Giorno e la Notte, e la sua statua che lo ritrae vestito come un condottiero romano.

Ad ogni modo, a me più che altro interessa l’ancora misterioso legame che unisce Giuliano alla famosa Gioconda di Leonardo. Dopo avere studiato una infinità di teorie sul mistero dell’opera di Leonardo, oggi concordo con una “supposizione”dello storico romano Roberto Zapperi.

Il volto della Gioconda rappresenta la figura ideale della madre.

Il volto in questione è di una certa Pacifica Brandani di Urbino. Lei è sposata e il duca Giuliano trascorre una decina d’anni a Urbino. Era un donnaiolo e un poeta. Al momento del parto, non c’era. E il bimbo viene abbandonato davanti a una chiesa. La madre che morirà di lì a poco, è documentato, glielo manda a dire a Roma, dove Giuliano era dal futuro papa Leone X, fratello di quattro anni maggiore: entrambi erano figli di Lorenzo il Magnifico».

Al bambino viene dato il nome di Ippolito e viene rilevato dal padre Giuliano che lo dà a balia. Crescerà all’ombra dello zio, divenuto Papa Leone X: Raffaello lo ritrae, a nemmeno sei anni, in un affresco delle Stanze in Vaticano.

incoronazione Carlo magno
Incoronazione di Carlo Magno in un affresco di Raffaello

Il bambino, secondo la ricostruzione storica, domanda della mamma. Il babbo ha al servizio Leonardo, che vive nel Palazzo del Belvedere, in Vaticano, dal 1513 al 16, e pensa perfino a come prosciugare le paludi pontine. È a lui che Giuliano commissiona un ritratto da dare al bimbo, di soli quattro anni. «Forse, Medici descrive Pacifica a Leonardo». Un ritratto inventato o, al massimo, raccontato.

Sta di fatto che Leone X va in guerra con la Francia. Manda Giuliano a capo degli armati nella Pianura Padana. «Era un po’ malmesso per via della tubercolosi – aggiunge Zapperi – a Firenze si ammala e muore. Non ha il tempo di ritirare il quadro. Leonardo lo porta in Francia, dove va anche perché Papa Leone aveva per pittore Raffaello. Il cardinal d’Aragona lo vede. Poi altri passaggi, perché Leonardo non vende quel quadro. Lo dona a Gian Giacomo Caprotti, suo pupillo e forse qualcosa di più; il Salaì, come era soprannominato, lo porta a Milano e ne trae copia: lo dice il suo testamento.

Infine, lo acquista Francesco I e poi va al Louvre».

Maurizio Bellini

Mi chiamo Maurizio e sono una guida turistica autorizzata e autista/guida da molto tempo. La mia azienda ha sede a Firenze dove offro tour privati, educativi a piedi e con van con visita di musei come la Galleria dell’Accademia, gli…
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