Firenze

Dante tra storia e leggende

di Chiara Manganelli

Com’era il medioevo a Firenze?

Appena arrivi a Firenze, ti rendi subito conto di trovarti improvvisamente in un museo a cielo aperto, dove si respirano arte e storia a ogni angolo. Strade e vicoli, dove circa cinquecento anni fa hanno camminato artisti come Michelangelo, Raffaello, Leonardo da Vinci e ancora prima Dante Alighieri. Una città che – lo dice il nome stesso – fiorisce in continuazione.

A proposito…lo sai da dove nasce il nome della città? Beh, in realtà esistono varie leggende e ipotesi, tra le quali, quella che riferisce il nome al simbolo della città stessa, ovvero, un fiore, un giglio per l’esattezza. Oppure si fa risalire fino ai tempi dell’antica Roma, quando era chiamata Fluentia; perché la città fu in realtà fondata come colonia romana, niente popò di meno che dalle legioni guidate da Caio Giulio Cesare!

Firenze fiorisce a partire dall’XI° secolo e diventa la città medievale più ricca e potente del mondo, grazie ai mercanti che sviluppano le Arti liberali, le prime holding finanziarie e l’attività bancaria (molto spesso a tassi usurai).

Ma Firenze ha anche dato i natali a Dante Alighieri, “il padre della lingua italiana”

Celebre il passo del XXXIII° canto dell’Inferno: “Il bel paese dove il sì suona”, a significare l’unità linguistica nazionale. Ed è proprio nel quartiere medievale che si trovano ancora i luoghi a lui riconducibili: la casa natale, la chiesa dove incontrò Beatrice (la Donna Angelo nel Dolce Stil Novo) e le case-torri delle famiglie alleate e nemiche. Sapevi che circa il 90% delle parole italiane deriva dalla Divina Commedia? Eh già!

Ad esempio, vicino alla casa di Dante esiste un’antica torre medievale detta “della Castagna” dove si riunivano i Priori delle Arti (il governo cittadino). Per votare le leggi usavano, appunto delle castagne, una bianca per il “NO” e una nera per il “SI”. Ora, a Firenze, le castagne si chiamano anche ballotte ed è proprio da questa torre che fu coniata la parola “ballottaggio”!

Nel XIII° secolo, a Firenze svettavano case-torri alte fino a 60mt, poi “scapitozzate” (abbassate) e rese non più alte di 35mt. Nel quartiere di Dante, quello medievale, si conservano ancora molte di queste torri, appartenute alle famiglie di parte Guelfa e Ghibellina (a proposito, la faida, prima familiare e poi politica, nasce proprio sulle rive del Ponte Vecchio, nel 1216, nel giorno di Pasqua).

Poi c’è una chiesetta dove, secondo la leggenda, le ragazze in cerca di marito portano, possibilmente nel mese di maggio, una rosa e un biglietto con su scritto il nome dell’amato; entro un anno saranno maritate. Funziona? Provare per credere!

Infine, del Sommo poeta esistono due ritratti in affresco: uno addirittura opera del grande amico Giotto di Bondone – conservato nella Cappella del Podestà nel Museo del Bargello – e l’altro che si trova all’interno di un’antica torre, sede dell’Arte dei Giudici e Notai, questa, una delle sette Arti maggiori che detenevano il potere politico ai tempi di Dante. Qui non possiamo far altro che ammirare il ritratto di Dante ma non senza sorseggiare un buon calice di bianchetto o vermiglio, ovvero, gli storici vini toscani!

Allora, cosa aspetti a fare questo emozionante viaggio nel tempo? Chiamami.

Chiara Manganelli

Da oltre 14 anni lavoro come guida turistica abilitata e sono esperta nella creazione di itinerari cittadini, visite a musei, chiese e gallerie d’arte. Mi piace offrire e condividere con i miei ospiti esperienze che raccontano Firenze attraverso la cultura…
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