Genova

Merletti di Marmo – Il Cimitero di Staglieno

di Antonella Cama

Oggi parliamo di un luogo magico, solenne e silenzioso, e una vera meraviglia artistica: il Cimitero monumentale di Staglieno.

Un’intera collina costellata di templi e cappelle, monumenti alla ricchezza della borghesia industriale, ma soprattutto uno spaccato della società genovese tra ‘800 e ‘900.

Perché Staglieno è molto più di un luogo dedicato al riposo più lungo, è la celebrazione di un’epoca e di una comunità che ha voluto rendersi immortale.

I personaggi che hanno visto l’Unità d’Italia, come pietrificati, sono giunti fino a noi, con i loro abiti, gli attrezzi del mestiere, persino con gli arredi delle loro case, precisi e dettagliati con un realismo impressionante!

staglieno

E poi il Novecento, i cambiamenti politici e sociali, le inquietudini, il simbolismo e l’Art Nouveau, l’eleganza delle linee sottili, i decori floreali che raccontano un’evoluzione, una rinascita, la voglia di uscire dalle brutture dell’epoca industriale e tornare alla natura e alla Bellezza.

E’ una vera galleria di sculture a cielo aperto, e molte delle opere hanno varcato i confini nazionali per essere copiate a Buenos Ayres, a San Francisco, a Santiago del Cile.

Ci sono grandi nomi a Staglieno, dai fieri imprenditori noti in tutta Italia come Ansaldo e Piaggio, a personaggi famosi da libro di storia come Giuseppe Mazzini e Nino Bixio, a grandi cantautori come Fabrizio De André; la più famosa però è una donnina che è riuscita a passare alla storia, pur venendo dal popolo.

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Caterina, così si chiamava, era nata poverissima, e ha lavorato duramente; era una donna forte e decisa, Caterina, e ogni giorno metteva da parte i suoi pochi guadagni per poter realizzare il suo progetto: pagare un grande artista che la rendesse immortale.

Con il suo vestito più elegante, lo scialle di merletto, il grembiulino fresco di stiratura, e al collo quelle collane di nocciole che per tutta la vita aveva venduto alle fiere di paese, Caterina Campodonico è riuscita nel suo intento, e oggi ha il suo posto d’onore nel prestigioso porticato destinato a quei ricchi signori che probabilmente l’avevano sempre snobbata.

D’altro canto, come dice Totò, “a morte ‘o ssaje che d’è?…è una livella!”

Antonella Cama

Amo i viaggi e amo la gente; per questo, sono felice di aver fatto della mia passione la mia professione, dal 1989 come accompagnatore turistico, e dal 2003 come guida turistica a Genova e in Liguria. Mi rivolgo soprattutto ad…
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