Pisa

San Ranieri e la Luminara di Pisa

di Davide Diolaiti

Ciao a tutti! In Toscana siamo bonariamente – ma nemmeno troppo – considerati dei “mangia preti”, ma una delle feste regionali più belle è proprio dedicata al Santo Patrono di Pisa, San Ranieri: parliamo della celebre Luminaria, per i Pisani “Luminara”, che si tiene ogni sera del 16 giugno ed è sempre capace di attirare curiosi visitatori da tutta Italia!

Come ogni festa patronale che si rispetti anche questa ha una sua origine secolare ed anche la storia dello stesso Ranieri, è decisamente intrigante: scopriamola insieme!

San Ranieri, un precursore di San Francesco d’Assisi

Innanzitutto, chi era l’attuale patrono cittadino? Ranieri Scaccieri nacque probabilmente tra 1115-1120 e visse all’incirca 40-45 anni. Sappiamo per certo sia morto il 17 giugno 1160. La sua era una famiglia di mercanti, ma lui amava la bella vita e fare tardi la sera, fatti che provocavano l’ira dei suoi genitori!

All’improvviso prese però una decisione inaspettata: decise infatti di vivere in povertà e castità, scegliendo il Vangelo come unica regola di vita. Decisivo a questa conversione fu l’incontro (non ridete, poverino!) con il Beato Alberto Leccapecore, un nobile còrso che dopo aver assistito alla morte del fratello, decise di abbandonare tutti i suoi beni per condurre una vita da penitente. Oltre a ciò, leggenda narra il futuro patrono di Pisa abbia incontrato un’aquila presso la chiesa di San Pierino, la quale aveva una fiaccola nel becco dove leggere un messaggio divino che gli diceva di recarsi a Gerusalemme.

Ranieri non si fece pregare – è proprio il caso di dirlo – e partì immediatamente per la Terra Santa con la scusa di andare a fare il mercante. Giunto a Gerusalemme donò i suoi averi ai più poveri e si tolse le ricche vesti per indossare la pilurica, ossia l’abito proprio del penitente. A partire da quel momento visitò i principali luoghi sacri per stare il più a possibile a contatto con la spiritualità di Cristo.

Dopo tanti anni trascorsi lontano da casa, avvertendo l’avvicinarsi della sua fine terrena, decise di far ritorno a Pisa dove fu accolto in pompa magna! Quando la fine giunse veramente, tutte le campane cittadine cominciarono a suonare senza che nessuno le avesse toccate! Il corpo di Ranieri venne traslato in Duomo dal monastero di San Vito, sull’attuale Lungarno Simonelli, luogo dove morì.

Si arriva all’attuale Luminaria

Dalla morte di Ranieri, nel frattempo divenuto Santo, dobbiamo fare un balzo in avanti di ben cinque secoli, precisamente al 25 marzo 1688. Pisa si trovava sotto il dominio di Firenze e Cosimo III de’Medici volle che l’antica urna che ospitava le sue reliquie fosse sostituita da una più moderna: la traslazione dell’urna fu l’occasione propizia per cominciare una memorabile festa cittadina che iniziò con l’illuminazione dei Lungarni da cui, nel 1800, derivò appunto il nome Luminara.

L’idea di celebrare una festa illuminando la città con lampade ad olio si affermò gradualmente in onore della Vergine Maria alla quale i Pisani erano molto devoti ed è proprio l’illuminazione a rendere speciale questa serata. Sui palazzi che si affacciano su entrambe le sponde dei Lungarni vengono affissi dei sostegni di legno chiamati biancherie per il loro colore, e su di essi vengono posti 100.000 lampanini, dei bicchieri di vetro contenenti olio che serve ad alimentare lo stopaccino; il risultato è quello di una atmosfera suggestiva, ribollente di persone e culminata dai fuochi artificiali!

Non ci siete mai stati? Male, dovete assolutamente colmare questa lacuna! Se pensate che diversi partecipanti vengono addirittura da Livorno, città “ostile” a Pisa, dovete ben credere questa festa sia davvero speciale!

Davide Diolaiti

Sono un ragazzo fortunato perché svolgo una professione che, prima di tutto, rappresenta una passione; ho difatti l’opportunità di poter fare da ambasciatore per la mia terra, per luoghi che amo visceralmente e, al tempo stesso, poter arricchire il mio…
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