Siracusa

La Festa di San Corrado a Noto

giuseppe barone
di Giuseppe Barone

Festa e processione di San Corrado Confalonieri Patrono di Noto

La festa di San Corrado Confalonieri è uno degli eventi più significativi e suggestivi di Noto, che unisce spiritualità, cultura e partecipazione popolare, attirando numerosi fedeli e turisti e creando un’atmosfera di intensa devozione e comunità.
La celebrazione si svolge due volte l’anno: il 19 febbraio, in ricordo della morte del santo, avvenuta il 19 febbraio 1351, e l’ultima domenica di agosto, in ricordo della sua beatificazione da parte del Vaticano, avvenuta il 28 agosto 1515.
Una settimana prima di queste date, la cinquecentesca urna argentea contenente le spoglie di San Corrado viene traslata dalla cappella a lui dedicata all’altare maggiore della Cattedrale di Noto, dove rimane esposta al pubblico, consentendo così a tutti di avvicinarsi al santo e di partecipare attivamente ai festeggiamenti.
Durante le processioni, l’urna viene portata in spalle in giro per la città, circondata da un caratteristico corteo di confraternite, bande musicali e devoti, alcuni dei quali fanno il “viaggio scausu”, un gesto di fede particolarmente toccante, col quale scelgono di percorrere la strada scalzi, un atto di penitenza e devozione che sottolinea l’importanza del legame tra il santo e la città.
La processione viene abbellita e illuminata dai cosiddetti “Cilii”, grandi ceri decorativi che raccontano la vita del santo, rendendo omaggio alla sua figura in modo artistico e simbolico.
Il momento clou della festa è il rientro in Cattedrale, quando i fedeli e i portatori di San Corrado, dato l’enorme peso dell’urna, devono affrontare l’ultima fatica: la corsa in salita sui gradini della scalinata.
La festa di San Corrado non è solo un evento religioso, ma anche una celebrazione della cultura siciliana, che, attraverso la musica, i riti e la partecipazione collettiva, mantiene viva la memoria di un santo che è profondamente radicato nell’identità della città di Noto e dei suoi abitanti.

I Cilii di San Corrado

I cilii rappresentano una tradizione affascinante: le loro origini risalgono agli “intorci grandi” voluti dal canonico Pietro Ansaldo nel 1620, che rappresentavano una forma di onore e devozione verso il santo. L’evoluzione da questi intorci a veri e propri cilii mostra come la tradizione si sia sviluppata nel tempo, trasformandosi in un simbolo di orgoglio per le famiglie nobiliari, le quali entravano in competizione per possedere un cilio e incaricavano un loro rampollo o servo di portarlo in processione.
Col passare del tempo, anche le varie corporazioni ottennero la possibilità di possedere un proprio cilio.
Oggi, chiunque può godere di questo antico privilegio, entrando a far parte dell’Associazione Portatori dei Cilii Fedeli a San Corrado, creando così un senso di unità e appartenenza che arricchisce l’evento.
I cilii non sono solo elementi decorativi, ma rappresentano una parte viva della storia e della cultura di Noto, unendo passato e presente in un’esperienza collettiva che continua a essere celebrata con fervore.

san corrado noto

Biografia di San Corrado Confalonieri

Corrado Confalonieri, nato a Calendasco, frazione di Piacenza, nel 1290 e morto a Noto il 19 febbraio 1351, è un santo venerato dalla pietà popolare e beato per la Chiesa cattolica. Discendente della nobile famiglia dei Confalonieri, i quali avevano vasti feudi e una forte alleanza con la Chiesa, Corrado visse un’esperienza che lo portò a una profonda trasformazione spirituale.
La sua vita cambiò drasticamente a causa di un tragico evento avvenuto durante una battuta di caccia. Corrado ordinò di appiccare il fuoco alle sterpaglie per stanare la cacciagione, ma il vento portò a un incendio devastante che distrusse boschi e case. La paura di essere scoperti lo spinse a nascondere la verità, ma quando la notizia si diffuse, la colpa ricadde su un povero contadino. Tormentato dal senso di colpa, Corrado si presentò al Signore di Piacenza, confessando la sua responsabilità e accettando la pesante pena della confisca dei suoi terreni.
Questo evento lo avvicinò sempre più alla fede e, dopo aver vestito l’abito penitenziale francescano, si ritirò in un eremo vicino a Calendasco, dedicandosi alla vita ascetica. In accordo con la moglie Giovannina, anche lei si dedicò a una vita religiosa, lui come terziario francescano e lei come clarissa.
Intorno al 1315, Corrado lasciò Piacenza per un lungo peregrinare attraverso l’Italia, pregando sulle tombe degli Apostoli a Roma e, infine, giungendo a Noto intorno al 1340. Nonostante la sua vita da eremita, Corrado attirò numerose persone in cerca di preghiere e consigli, portandolo a ritirarsi nella remota Valle dei Pizzoni, dove visse in completa solitudine e ascesi.
Corrado morì nella sua grotta, in preghiera, e la sua morte fu segnata da eventi miracolosi, come il suono delle campane che si udirono da sole. Venne sepolto nella Chiesa di San Nicolò a Noto Antica e successivamente il suo corpo fu traslato nella Cattedrale di Noto, dove è venerato.

Miracoli attribuiti a San Corrado

Tra i miracoli a lui attribuiti vi è la guarigione di un nobile, Antonio Sessa, e del figlio di un sarto, entrambi affetti da ernia. Il miracolo più noto è quello dei pani, avvenuto durante la carestia del 1348-1349, quando chiunque si rivolgeva a Corrado tornava a casa con un pane caldo, plasmato dagli angeli direttamente dalle rocce della sua grotta.

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Beatificazione

Le procedure per la beatificazione di Corrado iniziarono subito dopo la sua morte, sostenute da testimoni oculari dei suoi miracoli e della sua vita virtuosa. Dopo diverse interruzioni, la causa si concluse positivamente e Corrado fu beatificato da Papa Leone X nel 1515. Successivamente, Papa Urbano VIII concesse l’Ufficio e la Messa propria agli Ordini Francescani nel 1625 e, a Piacenza, fu stabilito il 19 febbraio come giorno di festa obbligatoria con solenne celebrazione in Cattedrale.
Nel corso dei secoli, sono state erette cappelle in suo onore sia a Piacenza che a Calendasco, testimoniando la sua venerazione duratura.

Guida turistica di  – Giuseppe Barone

Giuseppe Barone

Ciao a tutti! Sono Giuseppe, guida presso l’ufficio informazioni turistiche di Noto, la capitale del Barocco siciliano. Dopo alcuni anni all’estero per studio/lavoro, sono tornato in patria a promuovere questo paradiso terrestre che è la Sicilia, aiutando i viaggiatori a…
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