Verona

La vera storia di Giulietta e Romeo

Elena Raimondi Zanelletti
di Elena Raimondi Zanelletti

Tutti pensano di conoscere la famosissima storia di Giulietta e Romeo, ma in realtà… non è così!

Ogni turista che arriva a Verona ha in mente almeno una cosa, di solito vagheggiata da due diversi punti di vista. I visitatori più ingenui sognano di vedere i luoghi reali dove hanno vissuto il loro sventurato idillio Giulietta e Romeo, quelli invece più informati credono che ammireranno lo scenario fantastico creato da William Shakespeare per ambientare lui per primo l’ardente passione dei due adolescenti. Mi dispiace, ma nessuna delle due idee è giusta perché la vicenda degli infelici innamorati veronesi è molto più complicata ed interessante. Parola di guida turistica autorizzata!

Proprio perché la vera storia di Giulietta e Romeo è frutto di una cristallizzazione creatasi attraverso lunghe e complesse tappe, per conoscerla dovete per forza venire a Verona. Solo qui, visitando insieme i luoghi della leggenda, potrò svelarvi tutti i retroscena di due personaggi che, nel corso dei secoli, si sono elevati ad archetipo dell’amore assoluto. Ma, per invogliarvi, vi do alcuni indizi sparsi.

  1. Partiamo dall’inizio. I nomi delle due famiglie rivali a cui appartengono Giulietta e Romeo ci appaiono per la prima volta grazie a Dante Alighieri (1265 –1321) nella Divina Commedia, dove vengono citate come famiglie rivali: “Vieni a veder Montecchi e Cappelletti / Monaldi e Filippeschi, uom senza cura / color già tristi, e questi con sospetti” (Purgatorio VI, vv. 105-106-108). Ma siamo proprio sicuri che a Verona siano esistite queste due famiglie, nemiche giurate per le sanguinose faide tra ghibellini e guelfi?
  2. Vi posso giurare che ovunque nel nostro pianeta Verona è conosciuta come la “città dell’amore” proprio grazie alle drammatiche peripezie vissute in pieno Medioevo da Giulietta e Romeo. Il loro matrimonio, simbolo di una nuova felice esistenza insieme, finisce immediatamente in una cupa catastrofe causata da imprevedibili e funesti avvenimenti esterni che li porteranno a compiere scelte luttuose. Chiunque non può che essere sopraffatto dalla malinconia di fronte ad una finale tanto ingiusto, straziante, commovente. Che cosa direste se vi rivelassi che le origini di un mito consacrato tanto toccante le dobbiamo cercarle altrove, lontano dalla corte scaligera dell’inizio del 1300? 
  3. Dopo questa notizia spiazzante, vi regalo subito una consolazione non da poco. Coloro che hanno ispirato la triste trama di Giulietta e Romeo sono storicamente esistiti. Lei si chiamava Lucina Savorgnan del Monte di Osoppo (c. 1493 – 1543), lui si chiamava Luigi Da Porto (1485 -1529). Inoltre, essendo Luigi figlio di una Savorgnan del Torre di Zuino, i due giovani erano imparentati alla lontana. E allora, viste le prassi matrimoniali dell’epoca, questo era il miglior presupposto per delle potenziali nozze che avrebbero reso più forte il legame tra due diversi rami di una famiglia già potentissima. Cosa impedì anche solo di prendere in considerazione un progetto tanto promettente? 
  4. Piccolo ripasso di storia per quelli più secchioni. Nel 1511 la divisione genealogica tra i Savorgnan si trasforma in una contrapposizione feroce che costituisce una piccola ma significativa parte di un conflitto enorme, quello che mise in pericolo la stessa esistenza della Serenissima. A mettere in moto gli eventi fu la Lega di Cambrai, un’alleanza stretta nel 1508 fra papa Giulio II, l’imperatore Massimiliano I d’Asburgo, Luigi XII di Francia e Ferdinando il Cattolico re d’Aragona per contrastare le mire espansionistiche di Venezia sulla terraferma. Ad essa aderirono anche Alfonso I d’Este duca di Ferrara, Carlo II duca di Savoia, Francesco II Gonzaga marchese di Mantova e Ladislao II re d’Ungheria. Il dominio dei veneziani, dopo inutili trattative, parve crollare in seguito alla sconfitta subita nella battaglia di Agnadello il 14 maggio 1509, eppure vi assicuro che il Leone di San Marco protesse veramente l’intera laguna, sola contro tutti. Ricordate attraverso quali stratagemmi, intrighi, pericoli la Serenissima riuscì a salvarsi ed a recuperare praticamente tutto il territorio che aveva dominato prima del disastro? 
  5. Come accade nell’intreccio narrativo degli sfortunati Giulietta e Romeo, anche nelle esistenze di Lucina e Luigi alla gioia subentra repentinamente la tristezza. So che sembra incredibile, ma in un solo giorno si gioca il destino dei due giovani. La sera del 26 febbraio 1511 ad Udine nel palazzo di Maria Griffoni, vedova di Giacomo Savorgnan del Monte, viene organizzato un festoso ballo in maschera dove la quindicenne Lucina, sotto gli occhi della madre, incanta tutti i presenti suonando, cantando e ballando. Forse in incognito, il vicentino Luigi, allora ventiseienne, riesce a partecipare all’evento perché è stato inviato in Friuli dalla Serenissima in quanto suo capitano d’armi. Proprio in questo contesto felice scocca la scintilla fatale tra i due cugini, però non c’è proprio nemmeno un momento per assaporarne la dolcezza. Il giorno successivo, mentre i festeggiamenti per il Carnevale raggiungevano il culmine essendo Giovedì Grasso, nella città e poi nei territori vicini scoppia una rivolta conosciuta come la “Zobbia Grassa” in conseguenza di tensioni politiche che duravano da tempo. Negli eventi bellici successivi e nella loro soluzione finale, Luigi perde la salute, la carriera e pure l’amore mentre Lucina sposerà un altro cugino, giusto per aggiungere al danno la beffa. Non si può negare che il destino sia veramente crudele e beffardo anche nella realtà oltre che nella fantasia: non siete curiosi di scoprire come si arrivò a questa situazione? E non vi chiedete come reagirono Luigi e Lucina di fronte ai colpi di scena che li coinvolsero?
  6. L’amore contrastato che finisce in tragedia con la morte dei due innocenti amanti, è un tema avvincente per ogni pubblico, in qualunque luogo, in qualunque epoca. Chi di noi non vorrebbe illudersi che possa esistere un’unione talmente indistruttibile da renderci l’oggetto di un sentimento che travalica ogni limite? Dobbiamo pur concederci, almeno ogni tanto, una speranza! Senza dubbio possiamo constatare l’esistenza sempre ricorrente di questo soggetto di sicuro successo fin dall’epoca greco-romana, eppure due circostanze sono incontestabili. Primo fatto: ne sono unici rappresentanti indiscussi solo Romeo e Giulietta. Secondo fatto: tutti li conosciamo in virtù della narrazione indimenticabile, forgiata nel romanticismo più puro, da William Shakespeare. Come è possibile che la rinomanza, in un ristretto ambito geografico, della disperata cronaca riguardante due ragazzi si sia espansa tanto da renderli eroici interpreti di un racconto venerato da ogni spirito sensibile sempre ed ovunque? E poi, visto che William Shakespeare non ha inventato per nulla l’affascinante racconto, chi può vantarsi di aver dato vita alle due icone di un legame tanto travolgente da far loro preferire il suicidio alla separazione? Forse più di uno scrittore ha contribuito alla fama di un’avventura così emozionante? Attraverso quali passaggi è stato possibile arrivare alla prima rappresentazione teatrale dell’opera del “Bardo” in un teatro di Londra nel 1597?   
  7. Ed infine la domanda inevitabile che mi viene sempre fatta dai turisti: se Giulietta e Romeo non sono mai esistiti, come è possibile che tu ci illustri la Casa di Giulietta, la Casa di Romeo e persino il loro luogo di sepoltura?

Vi ho già rivelato fin troppo e pertanto vi aspetto tutti a Verona per spiegarvelo per filo e per segno!

 

Chi ha proposto per primo una rivoluzionaria tesi sulle vicende di Romeo e Giulietta è stato il professor Cecil Clough dell’Università di Liverpool. Esperto del Rinascimento italiano e particolarmente interessato alle sue manifestazioni in area veneta, ha dedicato molti anni della sua vita allo studio delle radici della leggenda più nota di Verona. Egli ha reso note nel nostro paese le sue stupefacenti scoperte in una conferenza, tenutasi a Vicenza nel maggio del 1985 su iniziativa dell’Accademia Olimpica. Per le notizie che lo riguardano si può consultare quanto messo in rete dal “Comitato Romeo e Giulietta in Friuli” (https://comitatogiuliettaeromeoinfriuli.wordpress.com/). La mia principale fonte di riferimento per quanto avete letto si basa invece sul libro Giulietta e Romeo. L’origine friulana del mito, scritto da Albino Comelli e Francesca Tesei e pubblicato da Firenze Libri Editori nel 2006, un testo che approfondisce e documenta le rivelazioni del ricercatore britannico dando il via nel corso del tempo a tante iniziative culturali, ma soprattutto a nuove indagini sull’argomento.

Guida turistica di Verona – Elena Raimondi Zanelletti

Elena Raimondi Zanelletti

Il mio ruolo di guida turistica autorizzata di Verona e dei suoi dintorni potrebbe senza dubbio essere utile per i turisti. Il mio principale compito è organizzare per loro visite guidate orientandoli nelle decisioni su come organizzare la loro permanenza…
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