Salerno

Santa Maria de Olearia in Costiera d’Amalfi

di Camillo Sorrentino

Un Imperdibile Gioiello Medievale in Costiera Amalfitana

Il complesso monastico dell’Abbazia di Santa Maria De Olearia e’ ubicato all’interno di una gola formata dal monte Falerzio, lungo la strada costiera che da Vietri Sul Mare conduce a Maiori, proseguendo fino a raggiungere i comuni di Amalfi prima e Positano poi.

Si tratta di un insediamento rupestre costruito al tempo in cui era vescovo di Amalfi Leone, quindi tra il 994 ed il 1029, per opera di un anacoreta, Pietro, sfuggito assieme a suo nipote Giovanni all’invasione araba che devastò in quegli anni le coste della Calabria e della Sicilia, presumibilmente terre di provenienza dei due monaci di tradizione e culto orientali.

La struttura venne ampliata nel corso dei secoli con l’arrivo di numerosi monaci ma la vera e propria elevazione del sito in senso monastico si data all’anno 1087, quando l’eremo fu concesso a Pietro Pappacarbone, abate del monastero benedettino della Santissima Trinità di Cava De’ Tirreni, da parte del Duca Ruggero Borsa.

Santa Maria de olearia

Il primo degli abati si chiamava Taurus, come ricordato da una lapide commemorativa, l’ultimo invece nel XVI secolo fu Giacomo Saverio Piccolomini, erede della nobile famiglia radicata anche ad Amalfi; nel 1580 infine l’Abbazia venne abbandonata ed incorporata nel Capitolo della Diocesi di Amalfi.

Il complesso monastico è caratterizzato da un corpo di fabbrica abbastanza ampio ed articolato, la cui parte orientale è inglobata in un edificio moderno di proprietà privata; la parte occidentale invece è costituita da tre cappelle sovrapposte, ognuna delle quali fu decorata da affreschi parietali di età e stili differenti, che costituiscono a tutt’oggi uno dei più complessi e significativi cicli pittorici di età medievale in Campania.

L’ingresso del primo livello, quello più antico, risalente alla fine del X sec., è essenzialmente costituito da una catacomba, che raccoglie ancora oggi le ossa di alcuni monaci, aldilà della quale si apre la cappella, di forma quadrata e che presenta tre absidi rivolte ad est; due delle tre absidi sono riccamente affrescate, in una di esse ritroviamo il Cristo benedicente tra due arcangeli, nell’altra il Cristo con alla sua destra San Giovanni Battista ed alla sua sinistra San Giovanni Evangelista.

affreschi

Il vano antistante la cappella presenta un affresco riproducente la Vergine orante vestita di rosso tra San Demetrio, martire cristiano vissuto tra il III ed il IV sec., e un santo barbato che indossa una tunica bianca, identificabile con San Paolo.

Al secondo livello del complesso si ritrova la Cappella o Chiesa principale, che si affaccia su un’ampia terrazza; sulla facciata vi sono lacerti di affreschi ed un’unica scritta leggibile, relativa forse alla data di costruzione della stessa, cioe’ 1110.

La Cappella è composta da due vani absidali paralleli ed uno perpendicolare e va a svilupparsi nella parte più interna della cavità naturale; sulla finestra meridionale sono rappresentate le scene dell’Annunciazione e la Visitazione, mentre la Natività costituisce la scena centrale, la cui iconografia sembra dedotta dai Vangeli apocrifi.

Sulla parete settentrionale invece compare una Adorazione dei Magi, raffigurati a sinistra della composizione, in ginocchio, nell’atto di offrire i doni, mentre della Vergine con il Bambino restano solo le parti inferiori.

Al di sopra della Chiesa principale, al terzo e ultimo livello, si sviluppa un ulteriore ambiente destinato anch’esso a Cappella, provvisto di volte a botte, con abside rivolta verso nord mentre sul lato opposto si apre una piccola finestra.

Il ciclo pittorico, databile ai primi decenni del XII sec. e che caratterizza lo spazio è dedicato quasi interamente a scene che richiamano alla vita ed ai prodigi del santo di Myra, il cui culto si diffonde in Occidente a partire dal VII sec., dopo essersi attestato in Oriente almeno un secolo prima; tra le scene maggiormente caratterizzate troviamo quella che nella parete sud-est raffigura il miracolo dei naviganti, i quali, trovatisi in difficolta’ in balia del mare in tempesta, invocano l’aiuto del Santo e vengono miracolosamente tratti in salvo.

Nell’abside invece ritroviamo tra le altre raffigurazioni, quella di una Vergine stante con il Bambino, affiancata da san Paolino alla sua destra e dallo stesso san Nicola a sinistra; il sottarco infine è decorato da un Cristo in Maestà racchiuso in una mandorla sorretta da quattro angeli.

L’appellativo “de Olearia” che viene assegnato al monastero già all’epoca della sua fondazione sembra derivi dalle rigogliose piante d’ulivo che erano presenti nei dintorni ed all’interno della grotta, dalle quali veniva prodotto l’olio.

Insomma…una Meraviglia…sconosciuta ai piu’…ed assolutamente da Non Perdere!!!

Camillo Sorrentino

Sono una guida turistica abilitata nel 2018, amo l’arte, quella antica in particolare. Mi definisco un grecista allo stadio iniziale e ho tanta voglia di apprendere ed accrescere le mie conoscenze in questo ambito. Adoro le escursioni in trekking, la lettura…
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