Torino

Un elefante alla corte dei Savoia: Fritz a Stupinigi

Gabriella Tesio
di Gabriella Tesio

Un tempo i nobili e i reali amavano circondarsi di stranezze, per farsi distinguersi creavano si circondavano di cose uniche ed incredibili.

Come successo alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, quando viene realizzato il “serraglio degli animali esotici”.

Siamo, agli inizi dell’Ottocento, e in uno dei poderi che circondano la la Palazzina juvarriana era operativa la “Menageria”, ovvero una serie di capanni dove erano stati collocate le diverse tipologie di animali giunti in Piemonte. Vi erano, infatti, bradipi, marebù, canguri, scimmie, capre nubiane frutto di doni con altri reali, ma anche di spedizioni fatte attorno al mondo e portate in Piemonte per motivi scientifici.

Fra tutti questi animali, quello che oggi si ricorda maggiormente è Fritz, l’elefante indiano arrivato dall’Egitto come dono dell’allora Vicerè d’Egitto a Carlo Felice. Arriva via nave a Genova, dove trascorre l’inverno, per poi proseguire in primavera verso Stupinigi, a piedi scortato dai carabinieri. Per lui era stato realizzato un box, nella Scuderia di Levante e nell’adiacente cortile, viene ricavata una vasca munita di scivolo per il suo bagno quotidiano. Con l’elefante, giungono anche le indicazioni per la sua alimentazione: “ 50 pani al giorno di 3 libbre genovesi cadauno…24 cavoli lombardi…o invece 4 libbre di butiro con 16 dl di riso cotto, zuccaro nell’acqua di libre 5, vine pinte una, due al giorno, tabacco da fumare, e fumo di persona fumante”. 

fritz stupidii

Ogni tanto succedeva, che Fritz era soggetto ad indigestioni, si ricorda nei documenti, una particolarmente pesante quando mangia castagne dalla quale si riprese con una cura a base di vino di Malaga.

Ogni giorno veniva portato a fare la passeggiata nel cortile interno della residenza, così che i torinesi potevano venire ad ammirarlo…insomma diventa la mascotte di palazzo, e lo sarà per ben 25 anni.

Questo finché non muore uno dei suo guardiani, e con il sostituto non instaura subito un buon rapporto siccome era solito picchiare l’animale ed accadde l’inevitabile, cioè Fritz lo ferì gravemente e lui morì. Si scelse quindi di sopprimerlo, introducendo del gas all’interno del suo box: l’animale morto fu donato alla Regia Università di Torino per essere tassidermizzato e studiato. Oggi si trova presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, insieme a tutti gli altri animali esotici che popolavano, quello che era il primo zoo torinese.

Guida turistica di Asti – Gabriella Tesio

Gabriella Tesio

Il mio nome è Gabriella. Sono nata e cresciuta in Piemonte. L’amore per la mia terra è la mia Professione e farvela assaporare è la mia Missione. In qualità di Guida Turistica Abilitata delle Province di Cuneo Torino ed Asti,…
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