Bari

Il Ventre di Bari

di Mariangela Sciannimanico

Non esiste solo una Bari in superficie con le sue chiese i suoi musei e i suoi bei palazzi. Esiste una Bari più segreta, più nascosta, più silenziosa.

A 5 mt. sotto i nostri passi, lontano dai rumori e dalla frenesia quotidiana, Bari racchiude un tesoro che ha una storia lunghissima. Il succorpo della Cattedrale dedicata a San Sabino, un’area di estremo interesse storico-archeologico che ha nascosto per secoli un luogo di culto con un mosaico paleocristiano di raffinata bellezza.

Fu alla fine dell’800 che l’Ing. Fantasia, si calò, tramite una botola nel succorpo, aveva studiato e realizzato una mappa ed era curioso di scoprire cosa ci fosse. La scoperta non fu molto felice…in realtà tutto lo spazio era occupato da… un ossario…

Abbiamo dovuto aspettare ancora parecchi decenni, ma alla fine i lavori di pulizia, deumidificazione e restauro sono cominciati e questo luogo segreto è stato rivelato a tutti.

mosaico succorpo bari

Il mosaico, ovviamente la testimonianza più importante, è chiamato di Timoteo, che, sciogliendo un voto lo dedica al vescovo Andrea. La datazione è al VI° sec. D.C. e misura 90 metri quadri. L’iscrizione, in una tabula ansata è latina, mentre i disegni rappresentati connotano la vocazione marinara di Bari (pesci, polpi). Inoltre, ha disegni di nastri, cerchi e decorazioni che danzano fra loro. Si tratta di una delle più antiche testimonianze della storia barese, i lavori di restauro sono stati lunghi, considerate che le tessere non sono nemmeno state staccate ma si è lavorato in situ per non danneggiare ulteriormente questo tappeto di pietra.

È emozionante immaginare che questo sito è stato vissuto ed utilizzato da così tanto tempo.

Oltre al mosaico di Timoteo, questo succorpo ha restituito: tracce di una strada romana, un’epigrafe latina dedicata ad un liberto, qualche lacerto di affresco, mosaici di domus di epoca romana, una chiesetta alto-medievale e maioliche antiche.

La maiolica ritrovata non è da sottovalutare, si parla di maiolica faentina e di importazione veneta. I rapporti con Venezia e Milano sono sempre stati abbastanza costanti nel tempo, infatti il Mare Adriatico, in passato si chiamava Golfo di Venezia.

Il mosaico è il reperto più importante di questa antichissima storia, volendo proseguire nel ventre di Bari, il giro continua con Palazzo Simi, dove oltre a vedere una casa palaziata si potrà ammirare un’altra chiesetta bizantina e addirittura uno dei nove forni attivi in città.

Il pane e tutti i prodotti da forno, si cuocevano in forni comunitari che erano strettamente legati ai quartieri dislocati nel centro storico, il quartiere latino, quello armeno, quello greco etc. sembra ancora di vederle, le donne, prese dai loro quotidiani impegni.

Contattatemi per una visita guidata: sarà un piacere, per me, accompagnarvi nel sottosuolo della città per compiere un viaggio nel tempo, ricco di suggestione e tesori.

Mariangela Sciannimanico

Mi chiamo Mariangela Sciannimanico, sono guida turistica dal 2012 e abito a Bari. Sono laureata in Lingue e ogni anno frequento corsi di formazione per offrire al turista la migliore esperienza. La Puglia è una terra che saprà relagarvi emozioni…
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