Bergamo

L’ex monastero di Astino e la Valle della Biodiversità

Tosca Rossi
di Tosca Rossi

Incastonato nella valle della biodiversità: la maremma di Bergamo

In occasione di EXPO 2015 la città di Bergamo ha ricevuto uno splendido regalo: il recupero della Valle della Biodiversità (per i Bergamaschi “di Astino”) ovvero 9.000 m2 di superficie a ridosso del centro storico di Bergamo, in cui sono state ricollocate 300 specie con almeno 1500 varietà che variano a seconda delle stagioni e delle programmazioni agricole (pomodori, mais, patate, viti, fagioli, quinoe, amaranti, frumenti, risi, insalate, bietole).

Si legge che la valle “è uno spazio di relazioni e di esperienze, per educare alla sostenibilità e contribuire ad armonizzare Uomo – Agricoltura – Natura a partire dal contesto locale”, ma per i bergamaschi – che regolarmente vi passeggiano, fanno footing, portano a spasso il cane o l’innamorata o semplicemente la utilizzano per raggiungere in maniera alternativa Bergamo Alta – è un po’ come fare un tuffo nella splendida Maremma Toscana.

Chiesa astino

La conduzione e il coordinamento di questo paradiso sono affidati all’Orto Botanico “Lorenzo Rota” di Bergamo, uno dei 5 musei civici della città, la cui sede principale è in prossimità di Colle Aperto in Bergamo Alta. L’Orto Botanico riveste con i suoi 2.400 metri quadrati di superficie il baluardo di Castagneta, un elemento fortificato posto all’interno delle mura veneziane costruite alla fine del XVI secolo, ed è raggiungibile dalla Scaletta di Colle Aperto: 141 gradini che, superati, permettono di spalancare lo sguardo oltre le aiuole tematiche, destinate per lo più alla flora autoctona, alle piante dei boschi di latifoglie e alle mesofile alle alpine, così come a quelle di ambienti acquatici. Molto particolari, per essere in città, è la presenza nell’orto delle specie mediterranee (piante in coltivazione, spontanee, naturalizzate), le esotiche (quelle dei climi predesertici e dei microclimi aridi), che sono coltivate nella parte delle serre aperta al pubblico. Una sezione è dedicata anche alle piante in rapporto con l’uomo e quindi a quelle aromatiche, officinali, alimentari, tintorie.

Valle Biodiversità

La Valle della Biodiversità, delimitata da piccole alture (Benaglia, San Sebastiano, San Vigilio, Bastia), è inserita nel Parco Regionale dei Colli di Bergamo, un ente istituito nel 1977 che con il suo manto verde cinge la Città Alta di Bergamo con orti, broli, coltivazioni, giardini e boschi e tanto altro. Un ecosistema in cui perdersi naturalmente.

Da qui si possono imboccare diversi percorsi che permettono di tracciare piacevoli escursioni nel verde lungo itinerari inconsueti: verso Città Alta, attraverso il rione di Sudorno, verso il bosco dell’Allegrezza o anche in direzione della via denominata “Laudato Si” e inaugurata pochi anni fa, che dalla Chiesa della Natività di Maria (nota come Madonna del Bosco) conduce direttamente alla Cascina Mulino e a pochi passi dall’accesso all’ex monastero di Astino; Laudato sì, chiaro omaggio al Creato, è una pista ciclopedonale lunga poco più di 1 km, che in origine costituiva semplicemente una strada di servizio per i campi attorno al monastero, gli stessi che si spalmano ai lati del selciato.

Il nuovo percorso “rientra nei progetti facenti parte dell’Accordo di Programma finalizzato alla ridefinizione delle destinazioni urbanistiche, delle modalità d’uso e degli interventi sul compendio immobiliare del Monastero di Astino, sottoscritto da Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Parco dei Colli di Bergamo, Fondazione MIA e Società Valle Astino srl”, che ne ha sostenuto i costi. Ma nonostante la compartecipazione di tutti questi soggetti altisonanti, la pista è di assoluta fruizione pubblica, “in seguito all’atto unilaterale d’obbligo che Fondazione MIA e Valle d’Astino srl hanno sottoscritto verso il Comune di Bergamo”.

La via, come detto, termina a pochi passi dall’ex monastero di Astino, un complesso fondato nei primi anni dell’XII secolo su preesistenze altomedioevali dai monaci toscani Vallombrosani di San Giovanni Gualberto dell’Ordine benedettino. Questo splendido luogo, che ha recuperato la sua antica essenza a partire dal 2007, vanta una storia millenaria: dalle prime donazioni di terre da coltivo da parte di famiglie nobili locali alle prime partiture affrescate nella chiesa del Santo Sepolcro, dal portico e dagli elementi in cotto del Quattrocento alla scalinata esterna della chiesa fino alla facciata settecentesca, che culmina con le statue dei fondatori, per poi proseguire all’interno dell’aula in una profusione di stucchi, dipinti e la cassa lignea dell’organo. Addentrandosi nella sacrestia della chiesa il lavabo in arenaria sembra appena scolato, così come quello dell’anti-refettorio: risulta suggestivo di come ancora si avverta la presenza mesta e silenziosa dei monaci, intenti a pregare, lavorare o a percorrere scale e corridoi interni, fino a raggiungere il grande refettorio e il chiostro porticato. Anche i vani interni e le cantine sono molto suggestivi e a breve torneranno ad ospitare diverse attività ristorative, che delizieranno le nostre serate estive, sotto un cielo stellato o di luna piena, nella cornice verde del Parco dei Colli di Bergamo.

Guida turistica di Bergamo – Tosca Rossi

Tosca Rossi

Ciao mi chiamo Tosca Rossi e sono guida turistica abilitata per Bergamo, Provincia e Accademia Carrara dal 1998. Amo follemente la mia città, che mi riempie di gioia e soddisfazioni, regalandomi emozioni diverse ogni giorno. Per questo motivo mi sono…
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