Roma

Musei Vaticani…di più, molto di più!

di Olga Di Cagno

Entrare all’interno dei Musei Vaticani, varcare il loro portone significa iniziare un viaggio alla scoperta di mondi ormai lontani nello spazio ma vicinissimi ai nostri spiriti.

Uno tra i più importanti luoghi d’arte al mondo (impossibile e irrispettoso stilare una classifica), uno tra i più affascinanti (come tutti i luoghi d’arte), intensi e misteriosi viaggi che si possa provare: vedere, osservare, ascoltare le voci della grandiosità umana attraverso le grandiose opere realizzate da uomini dei tempi antichi per gli uomini dei tempi moderni.

Salendo le scale, uscendo nel primo cortile, eccola!!!

La Cupola di San Pietro – Bella vero? Maestosa!

Una visuale insolita, ma che le rende ancora più onore (se mai ce ne fosse bisogno) alla sua grandiosità: si staglia imponente sul tutto, si eleva universale fino al cielo.

Le sue misure? Impressionanti: 133 metri di altezza, 41,50 m. di diametro (di poco inferiore alla cupola del Pantheon…ma questa è un’altra storia…), 537 scalini fino alla lanterna, 14.000 tonnellate di peso.

Progettata, sognata, iniziata da Michelangelo, fu terminata da Giacomo della Porta che addirittura la realizzo ben 7 metri più alta rispetto al progetto del grande maestro.

Ed ora un altro cortile, e poi un altro ancora ed eccolo lì…

Nel Cortile del Belvedere si cammina tra dei ed eroi, tra leggende e miti, tra il sublime e la perfezione!

L’Apollo del Belvedere!

Alto, bello, riccioluto, nobile ed altero, vittorioso (ha appena ucciso Pitone…ma questa è un’altra storia…) per nulla stanco della battaglia, Apollo si presenta a noi come un giovane perfetto, non ancora mascolinizzato nei lineamenti, ma non più impubere negli atteggiamenti: egli è la giovinezza, e come tale deve incarnare la forza fluente e la promessa della forza emanante maestosità.

E subito dopo, una tragedia rappresentata, offerta ai cuori ed agli spiriti dei visitatori: il Laocoonte!

Tragedia nella tragedia, capacità di saper guardare oltre ed incapacità di poter comunicare e farsi comprendere.

Un sacerdote devoto alla sua città alla sua patria, costretto a conoscere in cuor suo il timore della verità e offerto al pubblico sacrificio per l’ineluttabilità della storia.

Sapere ciò che potrebbe accadere, morire, e veder morire i propri cari a causa del proprio essere consapevole, per un volere superiore a sé.

La tragedia è la sua morte e quella dei fanciulli, o l’impossibilità di aiutare la sua patria?

E poi ancora oltre, attraverso la Sala delle Muse.

Belle, gioiose, sensibili, allegre, libertine…e sì le nove Muse nella loro casa non i comportavano certo da educante di un collegio religioso dell’800, al contrario….

Sarebbe pazzesco, vero, ma se riconciassimo a considerare un MUSEO come quello che era all’origine? La casa delle Muse? Un luogo dove poter godere (dell’arte naturalmente…) senza sentirsi costretti alla costrizione come se fossimo noi stessi statue! Certamente non vandalizzando nulla, rispettando sempre luoghi e persone, ma rendendo, luoghi e persone più liberi di poter esprimere se stessi, più consapevoli del viaggio intrapreso…(ma questa è un’altra storia…)

musei vaticani

E poi ancora, la cosiddetta sala del Pantheon, i sarcofagi di sant’Elena e di santa Costanza, La Galleria dei Candelabri, La Galleria deli Arazzi (i disegni sono di Raffaello, e questa è ancora un’altra storia….) e la Galleria delle Carte Geografiche, le Stanze di Raffaello.

Ed infine lei, l’immensità, l’eternità: la Cappella Sistina.

Qualsiasi cosa si osi dire sarà comunque poco, comunque superfluo, comunque incompleto.

Bellezza, pura bellezza, perfezione, miracolo artistico, emozione, forse è questa la chiave di lettura più adatta a noi moderi: l’emozione! Mille volte si può entrare nella Cappella Sistina e mille e una volta viverla emozionandosi.

Nel soffitto abbiamo la possibilità di leggere la Genesi e girandosi e guardando è un attimo, l’attimo infinito prima della fine dei tempi, il momento preciso nel quale quella figura mastodontica, attorno alla quale tutto ruota (ha ruotato e ruoterà), abbasserà il braccio sarà il punto finale del tempo; sarà il luogo nel quale il tempo prenderà la forma dello spazio e lo spazio assumerà la forma del tempo!

Uscire da questo luogo infinito, respirare l’aria fresca serve solo a riprendere fiato per potersi nuovamente immergere in un’altra dimensione…in un’altra storia…per poter iniziare un nuovo viaggio…in Basilica? In Piazza? Alla scoperta di Roma? Queste saranno tutte altre storie….

Olga Di Cagno

Laureata e specializzata in Archeologia, dottorata in Architettura. Da settembre 2014, elaboro con l’Associazione Culturale OMNIA URBES, progetti di riqualificazione territoriale. Da aprile 2018, per il territorio italiano e comunitario, e dal gennaio 2019 per i Musei Vaticani ho ottenuto…
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