Firenze

Porta della Mandorla

di Mila Lavorini

Nel 1405, il giovane fiorentino Nanni di Banco si iscrive all’Arte dei Maestri di Pietra e Legname per poter esercitare il mestiere di scultore che lo porterà, pochi anni dopo, a realizzare il suo capolavoro finale, conosciuto come la Porta della Mandorla, ubicata sul lato settentrionale della Cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Ultimo ad essere intarsiato, il portale ben testimonia l’evoluzione della scultura fiorentina a cavallo fra XIV e XV secolo: il frontespizio marmoreo fu infatti eseguito in un arco di tempo che va dal 1391 al 1422, da un gruppo di grandi firme, tra cui si distingue il nome di Nanni di Banco che aveva già dato prova del suo ingegno innovatore, scolpendo due tabernacoli per la chiesa di Orsanmichele.

L’iconografia è quella della Vergine Assunta che porge la sacra cintola a san Tommaso, inserita in un disco di luce a forma di mandorla, simbolo di purezza ed essenza spirituale, sostenuto da angeli.

madonna porta della mandorla
Porta della Mandorla, volto della Madonna Assunta, Nanni di Banco, 1391 – 1422, foto Antonio Quattrone

Nanni vi lavorò a lungo, circa sette anni, fino alla sua comparsa, nel 1421; a quel punto, le undici sezioni che componevano l’opera furono assemblate in loco dagli stessi collaboratori dello scultore.

Purtroppo la prematura morte dell’artista contribuì ad oscurare la fama del manufatto che fu compiuto in tre distinte fasi di attività, la prima delle quali condotta da Giovanni Tedesco alla fine del Trecento, riguardò la decorazione architettonica esterna, l’architrave, le mensole, insieme agli stipiti interni ed esterni, con le effigi di profeti. Tra il 1404 e il 1409, durante la seconda campagna, fu foggiato l’arco sovrastante la porta dalle fasce in rilievo, mentre durante il terzo stadio si ultimò l’opera maestra scultore, proprio grazie al considerevole intervento di Nanni di Banco, la cui arte, qui, raggiunse l’apice.

porta della mandorla italyproguide

L’intento celebrativo della figura della Madonna ha dato così vita ad un’impresa collettiva che ha creato una imponente scultura di oltre due metri, a forma di triangolo il cui rilievo, seppur strutturalmente gotico, rivela maturità plastica e purezza di matrice classica: uno dei più prestigiosi esempi di arte sacra medievale, già teso al quel movimento artistico che, di lì a poco, si diffonderà in tutta la società, trasformandone tutti i settori.

Mila Lavorini

Ciao! Amo viaggiare e scoprire sempre qualcosa di nuovo. Dopo tantissimi anni trascorsi lavorando come Accompagnatrice Turistica, decisi di ritornare alla mia città e iniziare la professione di Guida di Firenze. Sarà, per me, un privilegio poter condividere con voi…
Contattami
Nascondi commenti ▾ Mostra commenti ▾