Foggia

Sant’Alberto e i Palij – Tra cielo e terra

Rossana Santoro
di Rossana Santoro

Avete mai sentito parlare di “palij”?

No, non è un errore di scrittura ma si scrive e si legge proprio così: PALIJ. E non si tratta di gare equestri che si svolgono in altre località, da noi i “palij” si portano a mano… E fidatevi: 20 m d’altezza sono veramente pesantissimi!

Si tratta di fusti altissimi di tiglio o larice o carpine che popolano il bosco di Pietramontecorvino. Verso metà aprile, dietro autorizzazione della Guardia Forestale, viene tagliata la parte terminale di questi alberi, ovvero la punta che tende a diventare sottile e che svetta in alto. Questi fusti vengono privati della corteccia e dei rami e lasciati ad essiccare al sole. Nel frattempo, i nostri palisti, si dedicano anima e corpo alla costruzione della “stelle” ovvero un pennacchio da apporvi alla sommità che nella maggior parte dei casi rappresenta sempre un simbolo religioso sia legato alla Chiesa e al Santo oppure alla terra.

Oggi possono raggiungere anche i 20 metri di altezza e ogni anno se ne costruiscono sempre intorno ai 18/20 alla volta. La squadra dei portatori è attualmente composta da un minimo di sei fino ad un massimo di dieci persone: i cosiddetti Palisti! Alla base, il palio viene trafitto da un’asta di ghisa o acciaio posizionata orizzontalmente per poterlo sollevare dove quattro o al massimo cinque persone lo “alzano”. Il resto dei palisti ruota intorno al palio con delle funi in modo da poterlo condurre in equilibrio e soprattutto in totale sicurezza perché essendo altissimo tende ad oscillare moltissimo.

Il palio viene vestito (addobbato) il giorno prima prima della festa con fazzoletti multicolor e scialli, “abbugghiati” (termine dialettale locale) cioè avvolti dalle fasce che si usavano anni addietro per neonati.

La mattina del 16 maggio, vengono portati a Largo Rosario, dove nel frattempo vengono benedetti dal parroco e poi si parte alla volta di Montecorvino.

montecorvino
ph Rossana Santoro

Già, sembra un po’ un paradosso, ma questi fusti viaggiano sia all’andata e sia al ritorno sempre in maniera eretta. Ogni anno si rinnova anche la generazione. Questi fusti vengono trasportati uno in fila all’altro mantenendo la distanza di sicurezza e si contano a partire dal contrario. La conta parte dall’ultimo cioè da quello che procede e scorta la statua del Santo in processione. E’ il palio più “anziano”, quello di giovani vigorosi che dopo tanti anni di palij ed esperienza, riescono ad avere il privilegio di scortare Sant’Alberto per l’ultima volta per poi cedere il testimone a chi li segue l’anno seguente. I palij vengono anche costruiti e trasportati da bambini di 5-6 anni d’età aiutati dai loro veterani papà, segno di una tradizione che si vuole ancora fortemente tramandare di generazione in generazione. 

Durante il lentissimo scorrere della processione, perché la strada è sterrata e piena di salite e discese scoscese, si assiste a un qualcosa di meraviglioso: i colori dei foulard che sventolano dai palij si mescolano con il verde brillante delle distese di campi di grano e di fiori selvatici. E’ un’emozione indescrivibile: in quei momenti, avvicinandoci sempre di più a Montecorvino, quei palij sembrano le braccia protese in alto da noi fedeli quasi a chiedere un aiuto e un legame col Santo, un collegamento tra cielo e terra. La fatica per i palisti è enorme ma con forza, cuore e passione vanno avanti, anche se i palij sono pesantissimi!

Montecorvino
ph Michele Mucciacciaro

Ma lo spettacolo più bello si assiste sia all’arrivo a Montecorvino e sia al ritorno al paese. 

Per tutto il tragitto i palij procedono in fila indiana uno dietro l’altro. All’arrivo, si dispongono su due file, una a destra e una a sinistra e allentando le funi li si lasciano leggermente incurvare e incrociare con quelli che stanno di fronte creando un arco. In quel preciso istante vi passa sotto la statua di Sant’Alberto che arriva finalmente “a casa sua” e il corteo di tutti noi pellegrini accolti da lunghissimi e scroscianti applausi e innumerevoli foto e video per tenerli in ricordo e condividerli con gli altri. 

Da guida, dico sempre che un conto è raccontarla una storia e un conto è viverla personalmente. E rivolgo sempre il mio invito ai turisti che non ci sono mai stati per l’anno venturo così che possano toccare con mano questa esperienza emozionale incredibile! Purtroppo sia l’anno scorso che quest’anno, causa Covid, la funzione e tutta la festa è stata annullata. Ma visti gli sviluppi sanitari, l’anno prossimo ritorneremo ad onorare il nostro “Padre e Pastore” sempre con il cuore pieno di orgoglio e gridando ai 4 venti: “Sant’ Llbert j’è un nostr!!!” (Sant’Alberto è nostro!)

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Guida turistica di Foggia – Rossana Santoro

Rossana Santoro

Sono una Guida Turistica e un Accompagnatore Turistico abilitata dalla Regione Puglia. Sono di Pietramontecorvino, un piccolo comune dei Monti Dauni della Puglia e da circa 9 anni sto cercando di promuoverlo attraverso visite guidate, eventi e storytelling. Ho gestito…
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