Napoli

Alla ricerca di Partenope

di Maria Settembre

Partendo da Piazza Plebiscito, si può partire alla ricerca della antica Partenope, la prima Napoli fondata dai greci nell’VIII sec. a. C.

Chi era Partenope? Era una sirena greca, metà donna metà uccello, che con il canto provò a sedurre Ulisse ma non riuscendovi morì, arrivando sulle coste napoletane. Così gli abitanti diedero il nome di Partenope alla città. Questa una delle leggende all’origine di Napoli.

I greci, fondatori di Pitecusa e Cuma, puntavano a fondare un nuovo scalo commerciale, una nuova colonia, un nuovo approdo. Arrivarono sull’isolotto di Megaride e sulla collina del Monte Echia. Qui si stanziarono. Il nucleo originario di Partenope abbracciava il lungomare di Napoli, Castel dell’Ovo e alcuni luoghi che oggi sono abbandonati all’incuria come le grotte del Chiatamone, la collina di Pizzofalcone, il Pallonetto di Santa Lucia fino ad arrivare a Via Nicotera.

Per le scale del Pallonetto di Santa Lucia si arriva a Partenope e passando in vicoli popolari si può intravedere e immaginare il Monte Echia. Attraversando questo quartiere si nota una crescita disordinata della città, dove palazzi nobiliari sono accanto a case costruite senza regole. “Pallonetto” fa riferimento ad un gioco con una pallina che si faceva nei vicoli già nel XV sec.

pallonetto

Santa Lucia è il nuovo nome o toponimo del borgo dei pescatori che sorgeva qui a partire dal cosiddetto “Risanamento” di  fine ‘800. Un quartiere nuovo che con la modernità ha cancellato la storicità del posto e dall’altro lato ha reso celebre nel mondo il lungomare di Napoli, tra musica e cinema.

Giunti a Castel dell’Ovo si resta affascinati dal blocco tufaceo in mezzo al Golfo. Imperdibile il pomeriggio, ai colori del tramonto. La storia del castello sull’isolotto di Megaride è un tuffo nel tempo, che racconta le sorti della intera città. È storia stratificata, accarezzata dal mare.

Il viaggio alla ricerca di Partenope non finisce qui ma continua attraversando la strada e salendo sulle rampe del Chiatamone. Man mano che si sale si respira una città dagli ampi orizzonti e si nota Posillipo in lontananza. Incuriosisce guardando in alto la neo gotica Villa Ebe di Lamont Young, la Nunziatella e l’Archivio. Sulla strada si notano case scavate nella roccia e proprio da qui deriva il toponimo “Chiatamone”, rupe scavata da grotte, dove prima dei greci abitavano popolazioni primitive, già dall’età della pietra. Queste grotte erano frutto dell’azione erosiva del mare, dei venti, delle altre acque sotterranee presenti nella zona. Le grotte nel I sec. a.C. divennero la celebre villa del generale romano Lucio Licinio Lucullo, che comprendeva l’isolotto di Megaride e arrivava non solo al Monte Echia, ma al Maschio Angioino. (“Origini di Partenope”- G. Alaimo).

Echia Napoli

Tra le rovine della villa di Lucullo echeggiano leggende e una di queste vorrebbe qui la tomba di Partenope ad affacciarsi sul mare. Per le “Leggende Napoletane” di Matilde Serao, invece, “Partenope non è morta… Ella vive da cinquemila anni; corre sui poggi, sulla spiaggia… Partenope non muore, è immortale… è l’amore”.

Per scoprire altre leggende vi aspetto a Napoli, una città dalle origini antichissime sempre pronta a rinascere!

Maria Settembre

Mi chiamo Maria Settembre, sono una guida turistica abilitata, laureata in Lettere Moderne, indirizzo Storico-Artistico. Sono nata a Napoli e spesso il lavoro mi porta a Salerno. Collaboro con scuole e con associazioni. Ho tenuto corsi di scrittura creativa. Ho…
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