Firenze

Dalla Selva Oscura alla Luce

di Sabrina Scardigli

Il Natale 2020 a Firenze

Forse non tutti sanno che, da un po’ di anni, durante il periodo natalizio, Firenze si illumina in maniera particolare, dando luogo ad un bellissimo festival di luci, il F-light festival, organizzato da Mus.e, con direzione artistica del Direttore del Museo del Novecento, Sergio Risaliti; i luoghi storici di Firenze si vestono di luce e vari artisti si cimentano dando il meglio della loro creatività.

Questo 2020, costellato di difficoltà, la città di Firenze, con coraggio e generosità ripropone il tradizionale appuntamento intitolandolo “Sight”, Dalla selva oscura alla luce, in omaggio a Dante Alighieri (il 2021 è  il 700esimo anniversario della morte di Dante) 

Per l’occasione 3 piazze fiorentine sono illuminate con gli alberi di artisti già presentati lo scorso anno in altri luoghi: sono dei nomi prestigiosi, di artisti contemporanei;  Michelangelo Oliviero Pistoletto, Mimmo Paladino e Domenico Bianchi. Si tratta di  nomi famosi, chiamati a interpretare l’albero di Natale simbolo universale , immagine di festa e di speranza ; lo hanno trasformato con il loro personale linguaggio artistico, conservando tuttavia qualcosa della natura popolare e rituale dell’antico simbolo natalizio, quel cono di luce che da sempre ritroviamo nelle nostre case e nelle nostre piazze a evocare nascita e rinascita, il rigenerarsi della terra e lo scambio generoso di doni. 

natale firenze
Albero Michelangelo Pistoletto Il Terzo Paradiso

È importante sapere che questo è un progetto unico al mondo, il Three artist tree, (per la prima volta, si chiede ad artisti di fama internazionale di cimentarsi con le forme dell’albero di Natale ) che vede protagonisti luoghi di straordinario valore storico artistico, l’arte contemporanea, il linguaggio della luce, la poesia del Natale e….la grande poesia di Dante Alighieri, il padre della lingua italiana al quale è dedicata questa edizione del F-light.

L’albero che mi ha colpito molto, già dallo scorso anno, è quello  di Pistoletto che si trova  in piazza Gino Bartali, intitolato “Il terzo Paradiso”. 

“Cosa è il Terzo Paradiso? È la fusione tra il primo e il secondo Paradiso. Il primo è quello in cui gli esseri erano totalmente integrati nella natura. Il secondo è il Paradiso artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana, fino alle dimensioni globali raggiunte oggi con la scienza e la tecnologia…si è formato un vero e proprio mondo artificiale che, con progressione esponenziale, ingenera parallelamente agli effetti benefici, processi irreversibili di degrado e consunzione del mondo naturale. Il Terzo Paradiso è la terza fase dell’umanitá, che si realizza nella connessione equilibrata tra l’artificio e la natura.

Il Terzo Paradiso è il grande mito che porta ognuno ad assumere una personale responsabilità nella visione globale. Forse saprete che  il termine Paradiso deriva dall’antica lingua persiana e significa “giardino protetto”. Noi siamo i giardinieri che devono proteggere questo pianeta e curare la società umana che lo abita.

Il simbolo del Terzo Paradiso, riconfigurazione del segno matematico dell’infinito, è composto da tre cerchi consecutivi. I due cerchi esterni rappresentano tutte le diversità e le antinomie, tra cui natura e artificio. Quello centrale è la compenetrazione tra i cerchi opposti e rappresenta il grembo generativo della nuova umanità.”(M. Pistoletto, 2003)

L’albero in Piazza Santo Spirito è quello di Domenico Paladino noto come Mimmo, famoso pittore, scultore e incisore italiano. È caratterizzato a una sequenza di numeri fatti di neon luminosi. I numeri ricorrono spesso nelle opere dell’artista, sono elementi fondamentali delle sue alchimie visive, hanno un valore enigmatico, quasi cabalistico. E qui, “Una tombola per Firenze” è il titolo voluto da Paladino per questo lavoro.

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Albero Mimmo Paladino piazza Santo Spirito Tombola di numeri

In piazza Santa Maria Novella questo anno troviamo l’albero rosso di Domenico Bianchi, artista visivo famoso per l’uso di materiali semplici come la cera, il cui pensiero e linguaggio artistico è riflesso nei segni che si ripetono  che creano un movimento apparente, spaziale e temporale, ponendosi in diretto rapporto con la cosmologia; sullaupeicie del grande cono si disegnano pieni e vuoti che giocano sulle trasparenze, lasciando fuoriuscire la luce dal suo interno. 

I riferimenti a Dante Alighieri e ai suoi  memorabili versi, si trovano proiettati su vari edifici storici, in particolare modo sul Ponte Vecchio dove suggestive immagini geometriche e figurative con stralci di rime del poema dantesco “affrescano” le sue pareti sul fiume con l’installazione luminosa “The other side of the life”, realizzata da The Fake Factory.

Dalla selva oscura alla Luce, che sia un augurio di Natale per tutto il mondo!

Sabrina Scardigli

Slow art Tours riprendendosi il tempo per ammirare e respirare la bellezza di ogni possibile forma di arte, da un brano di letteratura, a una street art, a un dipinto di Giotto, alla natura stessa. L’arte ci rilassa, ci ricarica…
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