Lucca

Nuove scoperte sul Volto Santo

di Mila Lavorini

L’imponente crocifisso, conservato in un tempietto all’interno del Duomo di Lucca è il primo ed unico Volto Santo, giunto a noi nella sua integrità, e non la seconda versione dell’originale manufatto, andato misteriosamente perduto, come si ipotizzava finora.  

Conseguentemente, la preziosa icona si qualifica come la più antica scultura lignea del mondo occidentale, essendo databile tra la fine del VIII e gli inizi del IX secolo: uno stupefacente risultato reso possibile grazie alla Fisica delle particelle, messa al servizio dell’arte.

In occasione delle celebrazioni per i 950 anni della rifondazione dell’edificio religioso, evento che cade nel 2020, l’Opera del Duomo ha infatti promosso una campagna di indagini diagnostiche, affidate a l’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) che, con la sua rete di laboratori CHNet (Cultural Heritage Network), dediti all’osservazione dei beni culturali e ubicati nella sede fiorentina, ha svelato un enigma che durava da decine di secoli. 

Si chiama AMS (spettrometria di Massa con Acceleratore), la metodologia che i ricercatori hanno adottato per datare i materiali organici, attraverso l’analisi di un isotopo del carbonio, il cosiddetto carbonio 14, atto a misurarne la concentrazione in un campione; in questo caso uno di tela di incamottatura e tre di legno, prelevati in aree nascoste per non danneggiare  l’opera sacra.

E’ stata quindi evidenziata la compatibilità degli esemplari lignei con il frammento tessile che possono essere fatti risalire ad un periodo compreso tra 770 e 880 d.C., o comunque antecedenti all’anno 1000. Proprio il pezzettino di filato analizzato supporta la nuova datazione, poiché il taglio di una fibra vegetale, poi usata per la tessitura, veniva usualmente effettuato poco tempo prima dell’inizio della lavorazione, mentre il legno poteva essere sottoposto a un periodo di stagionatura, una volta reciso.

lucca volto santo

E a questo punto, è possibile una rilettura storico-artistica del Volto Santo, confrontando i  vari testi a disposizione degli studiosi, come la Leggenda di Leobino che può essere considerata  sotto una nuova luce; il suo autore, infatti,  asserisce di essere il diacono della cattedrale lucchese alla fine dell’VIII secolo e di raccontare eventi a lui coevi, quando parla dell’arrivo in città del Crocifisso. Seppur ci sia accordo nel ritenere la stesura del componimento tra XI e XII secolo, i riferimenti cronologici che l’opera contiene sono attendibili, visto che si afferma  che la Croce giunse a Lucca nel secondo anno di regno di Pipino, figlio di Carlo Magno, quindi il 782.

Inoltre, gli specialisti in archivistica hanno evidenziato una relazione tra il Crocifisso e la chiesa “Domini et Salvatoris”, situata proprio nelle vicinanze del Duomo, oggetto di numerose donazioni fino all’898; tale condizione farebbe supporre che questo oratorio, presto caduto in rovina, sia stato l’originaria dimora del Volto Santo, la cui notorietà si diffuse rapidamente in tutta Europa, dando vita a una serie di repliche tuttora esistenti, come la copia che si trova a Sansepolcro. Opera acheropita, quindi non realizzata da mano umana, la reliquia era ritenuta essere la vera immagine di Cristo: questo spiega perché solo recentemente si siano effettuati interventi restaurativi o indagini  scientifiche.

Lucca e io vi aspettiamo per conoscere il suo centro storico, ma anche fare una rilassante passeggiata sopra le mura rinascimentali, perfettamente conservate, che tuttora racchiudono la cittadina toscana.

Mila Lavorini

Ciao! Amo viaggiare e scoprire sempre qualcosa di nuovo. Dopo tantissimi anni trascorsi lavorando come Accompagnatrice Turistica, decisi di ritornare alla mia città e iniziare la professione di Guida di Firenze. Sarà, per me, un privilegio poter condividere con voi…
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