Napoli

Anfiteatro di Pompei

Cinzia Davide
di Cinzia Davide

L’anfiteatro di Pompei fu costruito nel 70 a.C., e in origine veniva chiamato Spectacula, mentre il termine amphiteatrum fu adottato solo più tardi quando comparve negli scritti dello storico architetto Vitruvio. Tale termine significava “Spazio destinato agli spettatori (theatron), intorno (amphì) all’arena.

Si presenta a forma ellittica e tale struttura architettonica pare che sia un’invenzione prettamente campana. È lungo circa 13 mt e largo circa 104 mt, non presenta sotterranei ed aveva una capienza di circa 20.000 spettatori. Si accedeva all’interno attraverso una galleria costituita da quattro ingressi, due dei quali permettevano di raggiungere direttamente l’arena. Pare che tale termine “Arena” derivi dal fatto che al centro degli anfiteatri fossero poste quasi sempre delle tavole in legno e su di esse si gettava sabbia per meglio pulire il sangue degli schiavi e gli escrementi degli animali.

I magistrati avevano un passaggio riservato e assistevano agli spettacoli comodamente seduti su palchi d’onore, Ima Cavea mentre le donne accedevano attraverso le scale esterne dell’edificio e sedevano nella Summa Cavea ossia la parte superiore.

Durante le giornate più soleggiate o piovose l’anfiteatro veniva coperto da un Velarium, ovvero, un grosso tendone solitamente di lino  e ciò è testimoniato dalle tante iscrizioni rinvenute sulle facciate di molte case pompeiane  dove ancora si legge  Et Vela Erunt (è previsto il velarium) perché lo scopo era quello di   invogliare e coinvolgere la popolazione durante gli spettacoli.

La costruzione si deve a due Duoviri (magistrati che fecero erigere anche l’Odeion di Pompei) che generalmente venivano eletti in coppia affinché potessero controllarsi e consigliarsi a vicenda. La loro carica aveva la durata di circa un anno, ma come ricordano le due iscrizioni rinvenute su lastre di travertino, i due magistrati eletti quinquennales vollero ringraziare i pompeiani della carica concessagli facendo edificare a loro spese questo magnifico anfiteatro che divenne il luogo dei combattimenti tra gladiatori e successivamente anche il luogo delle venationes, cioè spettacoli con la caccia ad animali esotici e bestie feroci.

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A Pompei vi erano circa 13 scuole di gladiatori (ludi), ma la più famosa in assoluto era la Scuola di Lentulo a Capua, la quale addestrava e forniva gladiatori in tutto il mondo antico. Si trattava quasi sempre di schiavi o criminali di grande statura e con fisici prestanti obbligati a combattere con bestie feroci dove solo chi vinceva aveva la possibilità di sopravvivere. Va ricordato che da questa città partì la celebre insurrezione capeggiata dal gladiatore Spartaco (73 a.C.) che si rifugiò con i suoi compagni sulle pendici del Vesuvio costringendo i romani a battersi per lungo tempo in sanguinosi combattimenti.

All’epoca i gladiatori erano considerati un po’ come le nostre attuali movie stars.

Tutte le donne, di qualsiasi ceto sociale non erano per niente insensibili alla loro forza e muscolatura e facilmente si lasciavano andare in fantasie erotiche come testimoniato dai tanti graffiti rinvenuti a Pompei.

Durante i combattimenti non mancavano insulti tra le tifoserie che spesso terminavano in vere e proprie risse come quella avvenuta nel 59 d.C. tra gli abitanti di Pompei e quelli di Nuceria. Nel Museo Archeologico di Napoli c’è un famoso affresco che rappresenta quell’episodio. Il motivo di tale rissa fu la perdita di un territorio agricolo sottratto a Pompei quando Nuceria divenne colonia romana nel 57 d.C. Quindi ciò provocò molto astio tra le due popolazioni tanto da generare una terribile rissa durante un combattimento che terminò addirittura con l’uso delle armi fino a ferire ed uccidere molti Nocerini.  La conseguenza di tale rissa obbligò il senato romano a chiudere l’anfiteatro per circa dieci anni (poi la pena si ridusse a soli due anni) e all’esilio di tutti gli incitatori ed organizzatori. Inoltre, sappiamo di uno straordinario spettacolo con più di 416 gladiatori, animali esotici, e bestie feroci catturate in Africa e portati a Pompei, sicuramente uno spettacolo eccezionale per quell’epoca.

Tutto ciò è testimoniato dalla recente scoperta di una tomba monumentale, si  tratta di un ritrovamento spettacolare avvenuto circa tre anni fa, sulla quale è stata portata alla luce un epigrafe di circa 4mt  distribuita su sette righe, e grazie alla quale  sappiamo che il proprietario  doveva essere  un personaggio  di grosso spicco, forse un impresario di spettacoli gladiatori  l’epigrafe ci racconta le  tappe fondamentali della sua vita come l’acquisizione della toga virile e le sue nozze. Quindi questi eventi furono celebrati in pompa magna con uno straordinario banchetto dove furono allestiti circa 456 Triclini (fast food, taverne) ed un grandioso spettacolo gladiatorio.

Insomma, un anfiteatro grandioso scelto non a caso anche dai Pink Floyd come palcoscenico del loro memorabile concerto avvenuto nel 1972 volendo conciliare in tal modo l’arte con la musica.

Quindi non esitare a contattarmi per farti accompagnare in questo luogo unico regno di storia. A presto!

Guida turistica di Napoli – Cinzia Davide

Cinzia Davide

Sono una guida turistica autorizzata dalla Regione Campania con esperienza pluriennale. Svolgo il mio lavoro con dedizione e passione e cerco di catturare l’attenzione dei miei clienti raccontando storie, leggende, e quant’altro in maniera soft e divertente . Contattatemi, sarà…
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